Pubblicato da: jlm | settembre 21, 2008

Sangue Misto / Lo straniero

Titolo: Lo straniero
Autore: Sangue Misto
Album: SxM (1994)

Se gente come i Sangue Misto continuasse a fare musica, molti personaggi che calcano la scena hip hop italiana attuale dovrebbero smettere per manifesta inferiorità. Il collettivo di stanza a Bologna ha svolto un ruolo fondamentale per l’hip hop in Italia, contribuendo ad elevare il genere a una forma d’arte che non aveva troppi complessi nei confronti dei modelli americani.

Nel 94 il gruppo trova la sua formula vincente grazie alla formazione che vede Deda e Neffa al microfono e Dj Gruff ai piatti e in produzione. I Sangue Misto coniano uno slang unico facilmente riconoscibile (fatto di “uaglioni”, “cico”, “la porra”) ma soprattutto prendono di petto temi scottanti (l’integrazione, contrasti sociali, proibizionismo e politica) ricamando rime ironiche e potenti, che si incastrano alla perfezione sui beat curatissimi di Dj Gruff. Le accuse sono esplicite, ma lo stile non è mai qualunquistico e il tono è sempre sarcastico e ironico. Lo straniero è uno dei capolavori del disco, oltre che uno dei pezzi più sinceri e genuinamente accusatori dei Sangue Misto.

Link: biografia del gruppo

Pubblicato da: flavia | settembre 20, 2008

Matt Willis/Hey Kid

Titolo: Hey Kid 
Autore: Matt Willis
Album: Don’t let it go to waste (2006)

Il video potrebbe ingannare sull’età ma Matthew James Willis (sulle copertine solo Matt Willis) è nato nel 1983 e ha appena compiuto 25 anni. Cantante e cantautore di Londra, ha intrepreso la carriera musicale alternando basso e voce in una band di discreto successo in Uk, i Busted, per poi continuare da solista dopo lo scioglimento nel 2005.

Per il momento questa Hey Kid resta una one hit wonder: una energica costruzione pop rock che conquista già dall’inizio in crescendo. Dopo l’album d’esordio Matt Willis ha voluto dedicarsi al mondo della televisione, partecipando a numerosi Tv show o cimentandosi come presentatore. Ha promesso però che entro la fine di quest’anno riprenderà a cantare e formerà una nuova band. vedremo.

Pubblicato da: ricky | settembre 19, 2008

Css / Let’s make love and listen to death from above

Titolo: Let’s make love and listen to death from above
Autore: Css
Album: Cansei de ser sexy (2006)

Questo è stato uno dei pezzi che più mi hanno entusiasmato nel 2006. Autori sono i Css, band brasiliana dietro al cui acronimo (che significa Cansei de Ser Sexy, in portoghese “Sono stanco di essere sexy”) si nascondone un collettivo di cinque musicisti emerso dalla scena alternativa di San Paolo.

Così come gli Arctic Monkeys, altro grande fenomeno mediatico del 2006, anche i Css si sono fatti conoscere principalmente attraverso la loro aggiornatissima e curatissima pagina di Myspace, sulla quale hanno inizialmente pubblicato i primi scatenati singoli, una miscela esplosiva di dance, synth pop e indie rock. A scatenare il definitivo passaparola è stata però appunto Let’s make love and listen to death from above, una canzone che ha convinto la mitica etichetta Sub Pop di Seattle a mettere sotto contratto la band brasiliana e a pubblicare il suo album di debutto.

A conti fatti il sound dei Css non ha mantenuto quello che prometteva e oggi, dopo l’uscita del secondo disco, il sospetto è quello di essere stati di fronte alla più tipica delle one hit wonders, una di quelle numerose band capaci di un unico exploit e destinate presto a cadere nel dimenticatoio. A loro l’onere di smentirci nel prossimo futuro.

LINK: pagina di MySpace

Pubblicato da: jlm | settembre 18, 2008

Robert Johnson / Hellhound On My Trail

Titolo: Hellhound On My Trail (1937)
Autore: Robert Johnson

Oggi ci discostiamo dagli ascolti quotidiani di queste pagine per scavare alle radici del rock e della musica popolare del dopo guerra. Quando si parla di blues, la memoria corre immediatamente a Robert Johnson (1911-1938), sia per le doti e i meriti indiscutibili che ebbe come artista, ma anche per essere stata la prima vera rock star moderna, incarnando tutti gli stereotipi del genere.

Sulla sua vita si sa tutto e niente: tantissime sono le informazioni e le leggende che lo accompagnano, ma solo una parte possone essere considerate ragionevolmente vere. Dalla morte prematura della prima moglie giovanissima, alla vita itinerante inframezzata dal patto con il diavolo, dagli abusi di alcol a una morte avvenuta per un whisky avvelenato, causa una questione di donne: il primo cadavere della musica popolare. E poi i luoghi della sua musica e della sua vita: il Missisippi, Memphis e Chicago.

Johnson fu indubbiamente un musicista enorme, con una vastissima influenza sul rock dei decenni successivi, anche se i veri padri del blues furono altri (Leadbelly, John Lee Hooker etc.). Ma la sua figura fu probabilmente la più classica del genere, grazie al suo stile più ripetitivo della norma, la sua tecnica del fingerpicking (leggenda vuole che questa venne appresa come parte dello scambio con il diavolo) e il suo vibrato della sua chitarra (in evidenza sulla sofferta Hellhound On My Trail). Il suo lirismo fortemente evocativo evocava sempre qualcosa di esoterico e malvagio (I got to keep movinnnn’, I got to keep movinnnn’ /Blues fallin’ down like hail, blues fallin’ down like hail), contribuendo a plasmarne il mito di “drifter” e bluesman maledetto.

Link: testo della canzone, official website

Pubblicato da: flavia | settembre 17, 2008

The Hives/Tick Tick Boom

Titolo: Tick Tick Boom
Autore: The Hives
Album: The Black and White album (2007)

Il mio caro collega Jlm dovrebbe sapere in quale video è stata utilizzata questa canzone (ed è pregato di postare la risposta esatta). Ma bando ai personalismi e veniamo a The Hives, gruppo nato nel 93 nella fredda Svezia che ha conquistato visibilità e ascolti solo negli ultimi anni: il quarto album è “black and white”, proprio come la divisa che i cinque, tutti provvisti di curiosi pseudonimi, indossano durante i concerti.

A tutto colore è invece la loro musica, un rock energico e coinvolgente dalla prima hit, Tick Tick Boom, alla 14esima che chiude l’album, Bigger Hole To Fill. Un rock di quelli ‘piacevolmente scalmanati’, da vivere e non solo da ascoltare.
Ben altro dunque rispetto al ‘rumour we’re glad to spread’ con cui il cantante Howlin’ Pelle Almqwist aveva presentato l’ultima fatica.

Link: sito ufficiale; pagina MySpace

Pubblicato da: ricky | settembre 16, 2008

The killers / Indie rock’n’roll

Titolo: Indie rock’n’roll
Autore: The Killers
Album: Hot fuss (2004)

Quando sono spuntati dal nulla nel 2004 con l’album d’esordio Hot fuss, i Killers hanno destato notevole curiosità per la diversità delle influenze che convergevano nei primi singoli. Si andava dall’immancabile new wave, con un occhio particolare al sound di band come i Cure, al synthpop dei New Orders, divangando spesso e volentieri verso un glam che riportava in mente i primi Queen o il migliore David Bowie. Il risultato finale, per quanto ammaliante, era però molto disomogeneo e dava l’impressione di un gruppo che ancora non aveva trovato completamente la propria strada.

Con il secondo album Sam’s town, uscito un paio d’anni dopo, la band capitanata da Brandon Flowers ha dunque cercato di definire maggiormente la propria personalità, annegando tuttavia in una marea di banalità hard-rock all’insegna del barocco più estremo, per non dire semplicemente ‘kitsch’.

Speriamo che con il loro prossimo lavoro, in uscita a breve, i Killers si limitino a ciò che riesce loro meglio: un onesto rock alla americana, cantato e suonato con passione e poche pretese. In fondo quando l’hanno fatto, come nella trascinante Indie rock’n’roll, i quattro ragazzi texani hanno saputo lasciare il segno.

Pubblicato da: jlm | settembre 15, 2008

Dj Gruff / Svarionato

Titolo: Svarionato
Autore: Dj Gruff
Album: O tutto o niente (1999)

La cultura hip hop è nata negli Stati Uniti e lì ha trovato sviluppo e pieno compimento, producendo i capolavori del genere e riuscendo negli ultimi anni a guardare verso forme più d’avanguardia (basta citare il primo lavoro di Dalek). In questo panorama l’Italia ha sempre avuto un ruolo molto marginale (come nel rock peraltro), ma ciò non toglie che alcuni artisti, soprattutto a metà anni ’90, abbiano saputo scrivere qualche pagina di musica degna di essere ripescata.

Tra questa schiera c’è sicuramente Dj Gruff, sardo ma operante a Torino, punta di diamante del progetto Alien Army, noto turntabilist, attivo con molte collaborazioni (su tutti: Casino Royale, Fritz da cat, Sangue Misto e il loro CRX), che è riuscito a creare uno stile e un modo di concepire il rap molto personale, basato su associazioni e giochi di parole completamente allucinati. Il suo lirismo e il suo gergo da “fattanza” altamente alterato sono la sua cifra stilistica più evidente, unito a un atteggiamento sempre distaccato. La sua abilità lo ha portato a girare il mondo con i suoi dj set (o forse a escluderlo dall’Italia) e a stanziarsi a Tokyo.

Rapadopa e O tutto o niente (da cui è stratta questa Svarionato e questi fantastici versi: Sono un lupo in loop in luna piena / potenziato a superpeso accalappio i più convinti) rappresentano una summa del modo di fare turntabilism nostrano. Peccato non aver recuperato un video di Bon cilomo (su Zero Stress), autentico capolavoro del rap italiano costruito intorno a un campionamento di Bob Marley.

Link: pagina Myspace

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