Pubblicato da: jlm | settembre 8, 2008

Pere Ubu / Laughing

Titolo: Laughing
Autore: Pere Ubu
Album:  The Modern Dance (1978)

I Pere Ubu (di cui abbiamo parzialmente parlato qui) rappresentano l’espressione musicale più alta di una società industriale, guardando alle deformazioni (mentali, referenziali) e alle alienazioni che questa produceva sugli individui. Il loro capolavoro è stato The Modern Dance, ovvero la danza moderna (grottesca, deforme) della Cleveland degli anni 70/80, unica possibibile via d’ucita dalla nevrosi quotidiana, dall’inferno delle macchine e dalla monotonia della catena di montaggio. Capolavoro tra altri capolavori, tanto è vero che anche Terminal Tower, album di raccolta dei lati b dei vari singoli, sarebbe il punto più alto della carriera di una qualsiasi altra band.

La base di partenza sonora erano punk, new wave e garage, ma in realtà i Pere Ubu (dal nome di una pièce teatrale Ubu Roi di Alfred Jarry) facevano tutt’altro, importando dentro quei generi musicali porzioni di free jazz, elementi dada e ogni tipo di stramberia sonora, grazie alle tastiere di Allen Ravestine, che riproducevano in maniera iconica i rumori di una reltà dominata dalle macchine e che rivestivano ogni canzone con quel quid sinistro e delirante tipo dei Pere Ubu.

Sopra una band mostruosa, emergeva la personalità immensa di David Thomas, il vero Ubu Roi della situazione: un omone enorme, sgraziato e grottesco (l’antitesi fisica del punk rocker), al limite del parnoico,e tuttavia uno dei massimi cantanti del rock, capace di attingere da ogni genere musicale per costruire il “suo” canto attraverso un vero bricolage intellettuale: dall’aggressività del punk all’anarchia dadaista di Beefheart, dalla performance attoriale al falsetto beffardo e istrionico. Il tratto deforme del suo canto era un ulteriore elemento funzionale all’esperienza della danza moderna.

Si può pescare a casa da The Modern Dance e scegliere sempre un capolavoro (peccato per la scarsità delle fonti video presenti sulla rette): noi proponiamo Laughing, certamente meno immediata nell’approccio, ma esemplificativa della Modern dance, con quell’incipit free jazz per fiati e il suo concludersi in un baccanale sonoro e primitivo.

Link: scheda di Piero Scaruffi, sito web

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