Pubblicato da: ricky | giugno 19, 2008

Radiohead / Like spinning plates

Titolo: Like spinning plates
Autore: Radiohead
Album: Amnesiac (2001 )

Cosa si può scrivere ancora sui Radiohead che non sia già stato scritto altrove? Poco o niente. Amati dalla critica, idolatrati dal pubblico, Thom Yorke e soci si sono ritagliati un frammento di popolarità globale pur provenendo da un contesto fondamentalmente underground (anche se i più cattivi obietterebbero che è probabilmente più vero il contrario). Una popolarità che li ha trasformati in vacche sacre del rock, facendoli entrare in quella stretta cerchia di intoccabili che in passato ha ospitato i Pink Floyd, David Bowie e i Queen. Come i loro illustri colleghi, i Radiohead hanno stuoli di fan pronti ad immolarsi per loro, difendendo e condividendo qualsiasi loro scelta stilistica o commerciale. Un ampio zoccolo duro, che è nato negli anni successivi alla pubblicazione di Ok computer (1997), un album che ha rivoluzionato la storia della musica senza contenere una sola nota rivoluzionaria, ma la cui portata eversiva consisteva piuttosto nell’incredibile immediatezza e semplicità attraverso la quale la musica alternativa veniva sdoganata all’interno del mainstream.

I Radiohead, in fondo, come le più grandi rockstar globali della storia del Novecento, sono stati innanzitutto grandi comunicatori, in grado di imporre una propria idea di musica in modo diretto ed efficace. Finché l’ispirazione li ha sorretti sono stati inoltre un’autentica band di confine, capace di tradurre il difficile in accessibile, l’avanguardia in sperimentale, ampliando così di volta in volta il raggio d’azione e la concezione comune di musica mainstream.

Chi li ama davvero, come me, sa che i Radiohead non hanno scritto nulla di nuovo, che le loro intuizioni migliori sono il frutto di una lunga digestione della storia del rock a loro precedente. Ma proprio nella loro abilità di filtrare il preesistente e percepire lo zeitgeist sta la loro genialità, testimoniata da un pezzo come Like spinning plates, tanto poco conosciuto quanto straordinario per la sua capacità di accumulare tensione emotiva e inquietudine. Quei nastri mandati al contrario, in grado di indurre un effetto di straniamento e irrequietezza, rimangono per me la vera e propria icona dei Radiohead: un gruppo che fa le cose che fanno tutti gli altri, ma semplicemente le fa al contrario.

LINK: monografia su Ondarock, testo della canzone

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Responses

  1. Grande ricky! ovviamente ti sostengo in pieno, mentre il nostro compare avrà qualcosa da obiettare! ok computer è uno degli album che ho ascoltato di più! ma sei stato al concerto di questi giorni a milano si??!!

  2. putroppo non ce l’ho fatta… o meglio, non sono stato abbastanza veloce quando, più di 6 mesi fa, i biglietti sono stati bruciati in prevendita in meno di 8 ore. La cosa positiva è che almeno ho visto Italia – Francia 😉

  3. Secondo me, invece, i Radiohead da The Bends in poi sono stati di una originalità e bellezza assoluta mixando elettronica e acustica in maniera sublime.


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