Pubblicato da: jlm | maggio 27, 2008

Sex Pistols / The greatest rock ‘n’ roll swindle

Titolo: The Greatest Rock’ n’ roll swindle
Autore: Sex Pistols
Album: The Greatest Rock’ n’ roll swindle (1979)

Sui Sex Pistols è stato scritto praticamente di tutto: pur avendo inciso un solo album ufficiale, la loro discografia e bibliografia è sterminata. Ogni aneddoto è stato sviscerato, ogni registrazione – anche la più infima – è stata diffusa su bootleg. Difficile scrivere quindi qualcosa di nuovo sul gruppo londinese, autentica icona sacra del rock e del pop, la cui notorietà eguaglia quella di Beatles e Rolling Stones. Un dibattito piuttosto acceso verte sulla questione se le Pistole del sesso siano veramente stati autenticamente “Punk“, piccoli teppisti sottoproletari genuinamente arrabbiati, o piuttosto una grande macchinazione commerciale da parte del loro spudorato (e geniale) manager, Malcom McLaren. La questione è in realtà piuttosto sterile, e la risposta è che i Pistols furono entrambe le cose, e molto altro: seppero certamente intercettare una stagione di fermento giovanile, di correnti musicali e artistiche (il situazionismo su tutti), configurandosi innanzitutto come un fenomeno sociale e di costume. A mio avviso, il loro grande merito fu quello di ri-utilizzare una serie infinita di segni, di assemblare in un bricolage continuo icone e immagini, stabilendo una precisa semiologia del movimento: dall’abbigliamento al comportamento, dalla musica alle droghe, dagli idoli ai nemici, ovvero coloro che erano al di fuori della loro cultura.

Dopo queste necessarie premesse, presentiamo la canzone di oggi: The Greatest Rock’ n’ roll swindle, tratta dall’omonimo film di Julian Temple, ovvero “La grande truffa del rock’ n’ roll”, tanto per far capire come il gruppo non fosse privo di una certa ironia: sì, si è trattato di inganno, ma straordinariamente punk, la cui strategia di marketing era creare il caos e ricevere il malloppo (“Filthy lucre, ain’t nothing new / But we all get cash from the chaos“).

Un’ultima nota: nella canzone si alternano diversi cantanti, a significare “anyone can be a Sex Pistols“, tutti possono farlo: la musica era grezza, fatta di una tecnica minimale e di tanto istinto primitivo. Trovata scenica per nascondere la “presentificazione dell’assenza” di Lydon, vera intelligenza artistica del gruppo – e poco importa se in tempi recenti abbia partecipato a “L’Isola dei famosi” britannica; lui può farlo – ormai al tempo completamente in rotta con il manager. Ma di lui avremo modo di parlare per quanto svolto con i Public Image Ltd.

Link: monografia su Ondarock, testo della canzone

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Responses

  1. bravissimi


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