Pubblicato da: ricky | novembre 4, 2007

The Field / Over the ice

TITOLO: Over the ice
AUTORE: The field
ALBUM: From here we go sublime (2007)
ASCOLTALA!: http://www.musicwebtown.com/jacopax/135452

Nella musica dance tradizionale o nell’hip-hop lavorare coi campionamenti consiste nell’assemblare in una nuova forma frammenti compiuti di musica provenienti da altre canzoni. Il risultato è un patchwork, nel quale i sample sono generalmente riconoscibili e, anzi, attribuiscono con la loro riconoscibilità un valore aggiunto al nuovo pezzo. The Field, al secolo Alex Willner da Stoccolma, ha proposto un modo totalmente nuovo di pensare ai campionamenti. Lo svedese seleziona infatti minuscoli sample di 1-2 secondi da celebri canzoni pop e li stira e allunga in composizioni della durata media di più di 6 minuti. Questi brevissimi campionamenti rappresentano così una sorta di uovo musicale, che contiene in nuce il pezzo in cui si trasformerà e le cui “sostanze nutritive” (melodia, timbro e ritmo del sample) alimentano lo sviluppo della composizione. Al di là dell’innegabile interesse semiotico dell’operazione, i risultati sono sorprendenti: (apparentemente) insignificanti frammenti di pop anni ’80 evolvono in una musica del tutto nuova, eterea, spaziale, sospesa tra l’ambient e la trance, la cui quasi snervante ripetitività le attribuisce qualità psichedeliche. Come spiega l’artista Monolake: “la ripetizione ha un effetto ipnotizzante sull’ascoltatore, lo costringue a concentrarsi sui dettagli, a percepire anche i cambiamenti più piccoli, a focalizzarsi sull’essenza del brano tramite una sovrapposizione di questi dettagli: la musica diventa una scultura, più che un percorso”.
Over the ice è soltanto uno dei tanti straordinari esempi di questa tecnica compositiva. Se vi interessa saperlo e siete curiosi di comparare l’originale al “derivato”, il sample dal quale nasce questo pezzo proviene da Under Ice di Kate Bush

LINK: pagina personale su MySpace, sito ufficiale (minimale quanto la musica)

Angolo degli orroriL’ANGOLO DEGLI ORRORI: Stanchi di minimal electro, krishna-core e kraut rock? Pensate che su questo blog ci sia troppo poco sesso? Avete bisogno della vostra periodica dose di sana ignoranza? Allora bentornati al nostro appuntamento domenicale con l’angolo degli orrori. Questa settimana dobbiamo rendervi partecipi di un fenomeno musicale che – davvero non ci spieghiamo il perchè – non è putroppo riuscito a uscire dai confini della Svezia. Eppure Dj Guenther sembra aver capito ben più di The Field come avere successo: come paragonare delle seghe mentali alle seghe di altro tipo che le tre procaci Sunshine Girls del video possono prometterci? Per non parlare dell’indimenticabile ritornello: “Mmmhhh… you touched my tallalah, mmmhhh… my ding ding dong!”.

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Responses

  1. il video è ottimo ma irragiungibile rispetto a satisfaction di benny benassi 🙂

  2. ma quello è un capolavoro infatti!!!

  3. veramente entusiasmante


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