Pubblicato da: jlm | ottobre 28, 2007

Uochi Toki / # 7

TITOLO: # 7
AUTORE: Uochi Toky
ALBUM
: Uochi Toky (2004)
ASCOLTALA!: http://www.musicwebtown.com/jacopax/132617/

Ai Uochi Toky di Alessandria va forse la palma di trio più delirante apparso recentemente in Italia. Tecnicamente suonano hip hop, ma si tratta di un hip hop talmente martoriato e originale da uscire dai canoni del genere e a volte dai confini della musica stessa. Le basi sono minimali e fanno largo uso di rumori concreti, suoni di videogames, elementi noise, techno e glitch, mentre i testi sono un puro flusso di pensieri completamente slegato dal concetto di rima (“i testi in rima si fottono / non ho bisogno di espedienti linguistici per ricordarmi chi non sono e cosa non penso” – traccia # 31) contraddistinti da un umorismo nero e caustico (anche se sorge il dubbio che non si tratti di umorismo e Napo – alla voce – sia serissimo: “rimango zitto, guardo il vuoto e ringrazio l’AIDS” – proclama abominevole nella traccia scelta). L’attacco è portato diretto al cuore del senso comune, che viene analizzato, sventrato, attraverso una serie di parole che parlano di se stesse: parole che parlano di parole e mettono in questione i loro stessi referenti, svalutandone il significato. Incuranti del lato estetico o del concetto di “bello” (la musica è totalmente a-melodica, spigolosa, a tratti insopportabile; la voce declama, proclama, narra, grida e quasi mai “rappa”), i Uochi Toky fanno musica difficile da classificare (ammesso che si tratti ancora di musica); forse la definizione più appropriata è data da Napo stesso: “rompo i coglioni al prossimo con un agglomerato di frequenze piu’ o meno ordinate generate da impulsi elettrici”. L’esperimento è lodevole, ma è lecito chiedersi se sia più interessante per uno studente di semiotica o per un ascoltatore di musica.

Link: monografia su Sentirescoltare, pagina su My Space

Angolo degli orroriL’ANGOLO DEGLI ORRORI: Rimaniamo sempre in ambito rap e sempre in Italia. Poche settimane fa ci sono state le elezione per scegliere il leader del Partito Democratico: forse l’esiguo risultato di Rosy Bindy (12% contro il 75% di Veltroni) è da imputare a una campagna elettorale che si è avvalsa di questo Ja Rule de’ noantri (guardate il video; la base è campionata da Livin’ it up dell’ignaro Ja Rule). Ma a questo punto è palese che dietro tale notevole esperimento di promotional hip hop si nasconda il perfido Veltroni stesso.

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Responses

  1. krass

  2. Già… ora rimembro quando il signor jlm mi trascinò al concerto di queste fastidiose marionette da palcoscenico (fra l’altro coordinate quanto bignardi a fare il portiere)! Ho cercato invano di cancellarli dalla mia memoria, grazie jaco per aver fatto tornare vivo in me il ricordo di 5 euro (il costo del biglietto… ladri!!!) buttati nel cesso.

  3. http://lazebioseciarlatani.blogspot.com/


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