Titolo: Ghost rider
Autore: Suicide
Album: Suicide (1977)
Suicide (1977) è uno degli album manifesto della new wave e una delle più sconvolgenti rappresentazioni in musica della nevrosi metropolitana. La band, formata dal cantante/poeta Alan Vega e dal tastierista Martin Rev, emerse dal fremito culturale che attraversò New York a metà degli anni ‘70 e affermò presto la propria identità di duo intellettuale, colto e maledetto.
Lo stile dei Suicide si fonda su violente caricature di strutture rock famigliari e consolidate. I giri armonici tipici del rock’n'roll e del rockabilly vengono riprodotti pedissequamente, ma a cambiare è il contesto nel quale sono immersi: non più un’atmosfera spensierata e trascinante, ma uno spettrale horror-show, dominato da una tensione e da un’inquietudine costante.
Mentre le tastiere di Martin Rev si esprimono attraverso algide pulsazioni ritmiche, che sembrano riprodurre il frenetico e alienante incedere di una catena di montaggio, il canto di Alan Vega, declamato e cadaverico, si fa carico di comunicare la nevrosi di chi cerca, non riuscendoci, di adattare il ritmo della propria esistenza a quello, insostenibile, della ‘vita contemporanea’. Così, in pezzi come Ghost Rider (uno dei capolavori dell’album, insieme alla terrificante Frankie Teardrop), sentiamo la voce di Vega lasciare spazio a gemiti di insofferenza, respiri ansimanti, immediatamente campionati e ripetuti all’infinito dalle tastiere di Rev, come se la società post-industriale, spersonalizzata e meccanica, si prendesse gioco beffardamente delle sofferenze del corpo e dell’animo umano.
LINK: scheda dell’album su Ondarock
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