Titolo: Pretend we’re dead
Autore: L7
Album: Bricks are heavy (1992)
La storia delle L7 ha inizio nel 1985, quando Donita Sparks incontra Suzi Gardner a Los Angeles. Entrambe sono cantanti e chitarriste. Subito dopo alla coppia si uniscono la ex bassista delle Sugar Baby Doll Jennifer Finch e la batterista Demetra Plakas. Il gruppo è al completo e comincia a lanciare i suoi strali femministi tra “hell” e “heaven” (L7 fa riferimento a un’espressione gergale in uso negli anni cinquanta, “Hell’s Heaven”).
Dopo un esordio dai toni decisamente metal e punk (Epitaph, 1988), il successo arriva nel 1992 con Bricks are heavy, dove le L7 dimostrano di aver imparato la lezione dei Nirvana (con i quali, tra l’altro, organizzano concerti benefici in giro per l’America) e ci regalano sonorità più grunge, riuscendo a farsi ascoltare anche negli ambienti più man-oriented.
La canzone migliore dell’album è forse proprio questa Pretend we’re dead, un inno a “risvegliarsi”, a diventare padrone delle proprie vite, a farsi ascoltare (they’ve got us in the palm of every hand…when we pretend we are dead, they can’t hear a word we’ve said. wake up and smell the coffee or just say no to indivisuality). Il tutto accompagnato da una melodia in crescendo, con rintocchi vigorosi di batteria e chitarra. Un rock trascinante e irresistibile.
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